CPOR hotel: il costo per camera occupata spiegato con esempi pratici
Il CPOR (Cost Per Occupied Room) misura quanto costa davvero servire una camera occupata. Non solo le pulizie: personale, energia, amenities, laundry. Come calcolarlo e usarlo per decidere se accettare una tariffa.
Perché il CPOR è il KPI più sottovalutato nel controllo di gestione hotel
La maggior parte degli albergatori conosce la propria tariffa media e il RevPAR. Pochi conoscono il CPOR — il Cost Per Occupied Room, ovvero quanto costa all'hotel avere una camera occupata in un dato periodo. Eppure senza questa informazione è impossibile rispondere alla domanda più pratica del revenue management: se vendo questa camera a 70€, ci guadagno o ci rimetto?
Il CPOR è la soglia minima di profittabilità per una camera. Ogni tariffa sopra il CPOR genera margine. Ogni tariffa sotto il CPOR genera una perdita operativa — anche se genera "fatturato".
Formula del CPOR
CPOR = Costi operativi variabili totali / Numero di camere occupate nel periodo
Il calcolo è mensile o per periodo stagionale. La chiave è includere solo i costi variabili — quelli che variano al variare dell'occupazione. I costi fissi (affitto, mutuo, personale strutturale) entrano in un calcolo diverso (il break-even).
Le componenti del CPOR
Personale variabile
Le ore di lavoro direttamente legate all'occupazione: cameriere ai piani (tempo di pulizia per camera × costo orario), part-time in reception nei picchi, extra F&B per le colazioni. Non entra il personale fisso della struttura.
Esempio: se una cameriera impiega 25 minuti per camera e il costo orario lordo è 14€, il costo pulizia per camera è circa 5,80€.
Laundry e biancheria
Costo del lavaggio di lenzuola, asciugamani, teli. Se si usa un laundry esterno, è la fattura mensile divisa per le camere occupate. Se il lavaggio è interno, è il costo dei consumi energetici + detergenti + tempo operatore.
Benchmark: 2-5€ per camera occupata.
Amenities e consumabili
Prodotti da bagno, carta igienica, capsule caffè, acqua in camera, materiali di carta (blocchi note, penne). Facile da calcolare: acquisti mensili / camere occupate.
Benchmark: 1-4€ per camera occupata, con ampia variazione in base alla categoria.
Energia incrementale
Il consumo energetico di una camera occupata rispetto a una vuota: climatizzazione, illuminazione, riscaldamento dell'acqua calda, carica dispositivi. Difficile da isolare perfettamente — una stima ragionevole è il 40-60% del costo energetico totale diviso per le camere occupate.
Colazione (se inclusa nel prezzo)
Se la formula include la colazione, il suo costo per ospite (food cost + labour colazione) entra nel CPOR. Se è esclusa, non entra.
Esempio di calcolo CPOR completo
Hotel da 20 camere, ottobre, 400 camere occupate nel mese:
- Personale pulizie variabile: 2.320€ → 5,80€/camera
- Laundry esterno: 1.200€ → 3,00€/camera
- Amenities e consumabili: 800€ → 2,00€/camera
- Energia incrementale: 600€ → 1,50€/camera
- Colazione (inclusa BB): 2.000€ → 5,00€/camera
- CPOR totale: 17,30€ per camera occupata
Se in quel mese la tariffa media era 85€, il margine per camera (prima dei costi fissi) era 85 - 17,30 = 67,70€. Se un last-minute arriva a 40€, il margine è comunque positivo (40 - 17,30 = 22,70€) — conviene accettarlo. Se il last-minute è a 15€, genera una perdita operativa variabile.
Come usare il CPOR nelle decisioni quotidiane
- Last-minute pricing: accettare qualsiasi tariffa sopra il CPOR è meglio di tenere la camera vuota (purché non danneggi la percezione di valore della struttura)
- Offerte OTA: valutare se una promozione con 20% di sconto porta la tariffa netta (al netto della commissione) ancora sopra il CPOR
- Confronto stagionale: il CPOR varia tra estate e inverno. Calcolarlo per stagione permette pricing più precisi
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